Home › Guide › Cartelle esattoriali e debiti con il Fisco

Cartelle · Agenzia delle Entrate · INPS

Cartelle esattoriali che non riesci a pagare: cosa si può fare

Davanti a un estratto di ruolo pieno di cartelle la tentazione è non aprire più le buste. È l'errore peggiore: ci sono verifiche da fare e strumenti di legge che possono cambiare molto il quadro.

Aggiornata al 14/10/2026

Primo passo: sapere esattamente cosa si deve

Si parte dall'estratto di ruolo o dalla situazione debitoria, che si possono richiedere all'Agenzia delle Entrate-Riscossione anche online. Servono per sapere quali cartelle esistono, di che anno sono, a quali tributi si riferiscono e quali atti sono stati notificati.

La prescrizione

Ogni credito ha un suo termine di prescrizione, che dipende dal tipo di debito e non dal fatto che sia stato messo a ruolo. In linea generale: dieci anni per molte imposte erariali, cinque anni per i contributi INPS e per le sanzioni, tre anni per il bollo auto. Se per anni non è stato notificato nulla, parte del debito potrebbe non essere più dovuta: va verificato atto per atto.

Rateizzazione e definizioni agevolate

Se il debito è sostenibile con un piano, si può chiedere la rateizzazione, che le regole più recenti consentono anche su un numero elevato di rate, in base all'importo e alla situazione documentata. Periodicamente la legge prevede anche definizioni agevolate ("rottamazioni") che azzerano sanzioni e interessi di mora: quando sono aperte, conviene valutarle.

Quando i debiti fiscali sono troppi

Se, oltre alle cartelle, ci sono mutui, finanziarie e altri debiti, la rateizzazione da sola non basta. Le procedure da sovraindebitamento permettono di inserire nel piano anche i debiti verso il Fisco e gli enti previdenziali:

Per le imprese

Le imprese in difficoltà con Erario e INPS possono valutare la composizione negoziata della crisi, che prevede, alle condizioni di legge, riduzioni di sanzioni e interessi e rateizzazioni più lunghe dei debiti tributari.

Riferimenti: D.P.R. 602/1973; artt. 67, 80 e 268-283 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019); art. 25-bis CCII per le misure premiali fiscali nella composizione negoziata.

Domande frequenti

Le domande più comuni

Le cartelle vecchie vanno pagate per forza?

Non necessariamente: occorre verificare se il credito è prescritto o se gli atti sono stati notificati correttamente. La verifica va fatta cartella per cartella.

Posso inserire l'IVA in un piano di sovraindebitamento?

Sì: con il Codice della Crisi anche l'IVA e gli altri tributi possono essere pagati in misura ridotta nelle procedure di sovraindebitamento, secondo le regole previste per ciascuna procedura.

Se ho già una rateizzazione in corso posso accedere alle procedure?

Sì. Una rateizzazione in corso non impedisce di accedere a una procedura di sovraindebitamento se la situazione complessiva non è più sostenibile.

L'Agenzia della Riscossione può pignorarmi lo stipendio?

Sì, con limiti specifici: un decimo per stipendi fino a 2.500 euro, un settimo tra 2.500 e 5.000 euro, un quinto oltre 5.000 euro.

Leggi anche

Altre guide utili

Il primo passo è parlarne

Raccontaci la tua situazione: ti diciamo con chiarezza se esiste una strada prevista dalla legge e quale. Il primo colloquio è gratuito e riservato.

Richiedi la verifica gratuita Scrivici una email WhatsApp

Le informazioni di questa pagina sono di carattere generale, aggiornate alla data indicata, e non costituiscono consulenza sul singolo caso. L'accesso alle procedure e il loro esito dipendono dai requisiti di legge e dalle decisioni dell'autorità competente: nessun risultato può essere garantito in anticipo.

Seguici su Facebook

Aggiornamenti, novità di legge e risposte alle domande più frequenti.

Chiama WhatsApp Email